«Non hai freddo quando pattini con addosso quei vestiti leggeri?» domanda Tuong, otto anni, a Stéphane Lambiel durante la visita del pattinatore al villaggio dei bambini SOS di Ben Tre, nel sud del Vietnam. Tutti i 134 bambini del villaggio vogliono conoscere il nuovo ambasciatore di SOS Villaggi dei Bambini e porgli delle domande. L’atleta 25enne risponde a tutti con calma e poi dà un assaggio del suo talento sportivo. I bambini sono colpiti in particolare dal triplo avvitamento che il vallesano esegue al parco giochi. Un’imponente prestazione – sul ghiaccio è possibile solo una torsione supplementare.
«La visita al villaggio dei bambini SOS è stata una delle esperienze più belle e suggestive della mia vita», dichiara Stéphane Lambiel. «Le risa e la gioia dei bambini sono straordinarie.» Sa bene che questa gioia di vivere non è cosa ovvia. I bambini hanno un tragico passato e hanno perso uno o entrambi i genitori. «Il fatto che siano spensierati malgrado tutto dimostra che il lavoro di SOS Villaggi dei Bambini è efficace», sostiene Lambiel.
Più di un tetto sopra la testa
Per il pattinatore l’atmosfera al villaggio dei bambini SOS dimostra che i bambini abbandonati hanno bisogno di più di un tetto sopra la testa: «Al villaggio dei bambini SOS si sentono protetti e ricevono l’amore di una famiglia. Questo amore l’ho sentito anche nei miei confronti durante la visita.» Per questo motivo Stéphane Lambiel ha deciso di impegnarsi come nuovo ambasciatore di SOS Villaggi dei Bambini. Lo fa sensibilizzando la gente sull’importanza del lavoro di SOS Villaggi dei Bambini e offrendo sostegno finanziario all’organizzazione.
Stéphane Lambiel ha visitato il villaggio dei bambini SOS di Ben Tre, nel delta del Mekong, durante due giorni di pausa tra due esibizioni effettuate in Giappone. Così ha avuto modo di costatare che il lavoro di SOS Villaggi dei Bambini va ben oltre i confini del villaggio: «È di grande aiuto il fatto che la scuola, l’asilo e il centro per la formazione professionale siano aperti ai comuni limitrofi.»