Oggi nel villaggio di SOS-Villaggi dei bambini di Daegu, una metropoli nel sud della Corea del Sud, è una giornata di festa, perché viene in visita Stéphane Lambiel, due volte campione mondiale di pattinaggio artistico. Al suo arrivo, l’atleta svizzero è accolto dal saluto gioioso e chiassoso di un nugolo di bambini. Nonostante faccia molto caldo e ci sia un elevato tasso di umidità, due bambine hanno indossato per l’occasione i loro coloratissimi costumi tradizionali coreani detti “Hanbok”. A Stéphane vengono regalati fiori e tutti lo vogliono vedere da vicino.
Stéphane Lambiel è sopraffatto da questo caloroso benvenuto, anche se non è la prima volta che compie una visita di questo tipo. Già un anno fa infatti, a Ben Tre in Vietnam, aveva avuto modo di convincersi dell’importanza del lavoro svolto da SOS-Villaggi dei bambini e spiega entusiasta: “E’ bello vedere come l’idea base di SOS-Villaggi dei bambini, cioè che ogni bimbo cresca in una casa con una madre, fratelli e sorelle e all’interno della comunità di un villaggio, funzioni in culture diverse".
PIAN PIANO LE NOTE DIVENTANO MUSICA
Dopo la festosa accoglienza, ci si trasferisce nell'aula del villaggio, dove un numero ancora maggiore di bambini attende il campione vallesano per ascoltare attentamente la storia della sua vita. Stéphane Lambiel è venuto qui soprattutto per infondere coraggio ai bimbi e dare loro modo di conoscere un mondo completamente estraneo. “Nella vita potete raggiungere qualsiasi obiettivo, l’importante è che, qualsiasi cosa facciate, la facciate con il cuore”, dice Stéphane per incoraggiare i bambini, aggiungendo che lui ha fatto lo stesso, soprattutto nel pattinaggio artistico, in cui tutto all’inizio è molto difficile. Per spiegare meglio il concetto, Stéphane fa un paragone con la musica: “E’ come quando si impara uno strumento, all’inizio escono solo singole note, che poi pian piano diventano musica".
Del fatto che all’inizio sia tutto difficile, se ne accorgono anche i bambini che hanno il coraggio di salire sul palco da Stéphane Lambiel per esercitarsi con lui in qualche salto. Effettivamente fare le piroette non è così facile come sembra osservando dall’esterno. Per questo lo stupore dei bambini è enorme quando vedono l’ospite svizzero eseguire addirittura salti tripli.
INVITO AL GALA’ SUL GHIACCIO
Fabiola, una madre di SOS-Villaggi dei bambini, e i suoi sette bimbi conoscono già Stéphane Lambiel. La sera prima della visita, Stéphane li ha invitati al galà di pattinaggio artistico “All that skate” a Seul, permettendo loro di vivere un’esperienza indimenticabile. Il pattinaggio artistico nella Corea del Sud è molto amato e i campioni vengono osannati come popstar, prima fra tutti la campionessa olimpica coreana Yuna Kim. Stéphane Lambiel non vorrebbe tuttavia essere al suo posto, perché Yuna Kim ormai non può più muoversi liberamente e vive completamente isolata dal pubblico. Per Stéphane Lambiel non è così, anche il campione svizzero ha molti fan che lo riconoscono per strada, ma può godersi questa vicinanza ai propri supporter e dedica loro pazientemente il proprio tempo.
Oggi però il 26enne atleta vallesano si prende nuovamente del tempo per Fabiola e la sua numerosa famiglia, consumando insieme a loro il gustoso pranzo preparato dalla madre di SOS-Villaggi dei bambini. Al termine del pasto si mette anche a giocare con i bimbi, tornando lui stesso un po' bambino: “Non parliamo la stessa lingua, ma non è un problema”, spiega Stéphane e in effetti, quando si gioca alla morra, non è necessario parlare per capire chi tra forbice, carta e sasso ha vinto. Comunque i bambini più grandi del villaggio parlano anche bene l’inglese.
DESTINI DURI
Durante il gioioso pranzo alla tavola di Fabiola, madre di SOS-Villaggi dei bambini, si dimentica per un momento il passato in parte drammatico dei bambini. A causa della loro situazione finanziaria e sociale, molte famiglie di Daegu non sono in grado di occuparsi dei propri figli. Ma Stéphane Lambiel si interessa anche di questo e viene a sapere che alcuni bambini hanno ancora un padre o una madre, ma ne sono stati abbandonati, mentre per altri è nota solo la data di nascita.
Dopo il pranzo Stéphane Lambiel, nonostante il caldo insopportabile, mostra ai bambini ancora qualche salto, aiutandoli con i suoi consigli a migliorare pian piano i loro salti. Ai bambini piace così tanto che non vogliono più smettere, ma Stéphane deve proseguire, perché vuole visitare un luogo molto speciale di SOS-Villaggi dei bambini qui a Daegu: un centro vicino al villaggio, nel quale vengono assistiti i bambini psichicamente disabili. In una stanza è in corso una sessione con i tamburi, nella quale i tamburi tradizionali coreani vengono utilizzati per stimolare i bambini a battere insieme il tempo. E’ un esercizio che permette anche di migliorare la coordinazione dei bimbi.
GRAZIE A TUTTI I DONATORI
“Mi sono già recato per due volte sul posto per accertarmi del fatto che l'idea base di SOS-Villaggi dei bambini funziona e sono orgoglioso di essere ambasciatore di questa associazione umanitaria operante a livello mondiale”, spiega Stéphane Lambiel dopo la visita. Personalmente l’atleta vallesano sostiene SOS-Villaggi dei bambini anche finanziariamente ed è felice del fatto che molti svizzeri facciano lo stesso. Stéphane è molto riconoscente per questo supporto: “E’ bello sapere che gli svizzeri si prendono a cuore il destino di bimbi in difficoltà.”