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| Foto Katja Snozzi |
Berna, 28 marzo 2008 – Tramite una visita al villaggio di bambini SOS di Rustenburg in Sudafrica, il giocatore di calcio svizzero di maggiore successo di tutti i tempi, si è fatto convincere dell’importanza del lavoro di SOS Villaggi di Bambini e sostiene quindi la lotta dell’organizzazione contro l’Aids e si impegna a favore degli orfani dell’Aids nell’Africa subsahariana. „Ho visto con i miei occhi quanto sia vitale il lavoro svolto nei villaggi di bambini SOS. Essi offrono a bambini che hanno perso tutto la cosa più importante: un focolare sicuro e amore“, ne è convinto l’ex giocatore della nazionale. “Chappi” si impegna da più di un anno quale ambasciatore FIFA per SOS Villaggi di Bambini. Una cosa per lui è chiara: “Il calcio è la cosa secondaria più bella del mondo, la principale è la solidarietà per i più deboli“.
Lotta contro l’isolamento e contro i tabù
Nell’Africa subsahariana molti bambini arrivano nei villaggi di bambini SOS a causa dell’Aids. Spesso uno o entrambi i genitori sono morti di Aids. SOS Villaggi di Bambini si impegna dove ha le maggiori competenze: occuparsi di bambini orfani e poveri e di famiglie bisognose. SOS Villaggi di Bambini non si occupa solo di dare una nuova casa ai bambini ma anche di molte altre cose. Ad esempio con le infrastrutture supplementari SOS. SOS Villaggi di Bambini lotta contro la povertà sociale che arriva con l’Aids e di cui la malattia ne è una delle cause. Vengono offerti aiuti per problemi medici, materiali ma anche psicologici. E’ una lotta contro l’isolamento e contro i tabù, una lotta per la prevenzione, l’informazione e la consulenza professionale, una lotta contro l’esodo verso gli agglomerati urbani dove l’esistenza emarginata di bambini soli è predestinata.